venerdì 19 agosto 2016

Antonio Varrica

Cenni  storici  del  Palazzo di  Marzio Carafa della Stadera IV Duca di  Maddaloni   

 Questo Palazzo viene ricordato come "Palazzo dei Principi di Sannicandro"in quanto appartenuto dal 1715 e per oltre due secoli alla Famiglia Cattaneo Della Volta Paleologo di Sannicandro.


Carafa della Stadera


Cattaneo Della Volta Paleologo


Scopo di queste  righe  è quello di  “sintetizzare" in un unico  documento di facile lettura”, le informazioni  su questo palazzo ricco di vicende storiche


"SE LE MURA POTESSERO PARLARE"

Queste antiche mura sono state testimoni "nel corso dei secoli"di numerosi eventi a volta tragici pertanto "tutti noi che ci abitiamo",le dobbiamo trattare con il rispetto che meritano consapevoli,di vivere in un luogo carico di forze antiche e misteriose 




                 I Proprietari storici di questo Palazzo:


    1585 - Marzio Carafa IV Duca Di Maddaloni  (Fondatore)
    1656 - Marchesi  D'Avalos 
    1665 - Gaspare Roomer (Banchiere Fiammingo)
    1674 - Monastero di S.Maria Maddalena De' Pazzi
    1684 - Carlo Caracciolo  Duca di  Airola /Eugenia Cattaneo
    1709 -  Antonia Caracciolo,sorella di Carlo Caracciolo,moglie di Giambattista
                 Di Capua,Principe della Riccia e da Lei,al figlio Bartolomeo Di Capua,che sposò
                 nel 1712 Anna Cattaneo Della Volta dei Principi di Sannicandro
    !715 -  Baldassarre Cattaneo Della Volta Paleologo 2° Principe di Sannicandro


         I Principi di Sannicandro che dal 1715 "sino alla fine del 1800" abitarono stabilmente
                                                            in questo fabbricato :

        Baldassarre Cattaneo Della Volta  Paleologo 2°Principe di Sannicandro             1660/1739
        Domenico Cattaneo Della Volta Paleologo 3° Principe di Sannicandro               1696/1782
        (Tutore di Ferdinando IV Re di Napoli,poi Ferdinando I delle due Sicilie ) (30)
        Francesco Cattaneo Della Volta Paleologo 4° Principe di Sannicandro                1721/1790
        Augusto Cattaneo Della Volta Paleologo 5° Principe di Sannicandro                   1752/1824
        Francesco Cattaneo Della Volta Paleologo 6° Principe di Sannicandro                1744/1833
        Mariano Augusto Cattaneo Della Volta Paleologo 7° Principe di Sannicandro    1797/1860
        Francesco Cattaneo Della Volta Paleologo 8° Principe di Sannicandro                1844/1875

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 1    
Napoli,L'edificio di Via Stella n°120, è riportato al catasto sezione STE foglio 6 particella 169
Questo  fabbricato di epoca cinquecentesca / seicentesca,edificato sul pendio naturale di Via Stella è ubicato nel perimetro del centro storico di Napoli è stato oggetto di lavori di miglioramento statico e restauro architettonico ai sensi della legge 14.05.1981 n°219 su immobile sottoposto alle disposizioni di tutela previsti dal decreto legislativo 29.10.99 n°490 titolo I,ex legge 01.06.39 n°1089,giusto parere favorevole con nulla osta prot. n°19032 del 13.06.94,parere di larga massima favorevole  del 05.03.01 prot. n°7704 e parere definitivo e nulla osta prot.14115 del 30.05.01 della Soprintendenza per i beni Ambientali ed Architettonici di Napoli,nonchè visto di congruità,rilasciato dalla Soprintendenza per il patrimonio Storico,Artistico e Demoetnoantropologico di Napoli del 30.11.2001 con prot. 20908 per il restauro degli affreschi rinvenuti sotto la volta di ingresso del fabbricato (vedi nota 2).


- 1.1  ( vedi nota 1)
Da notizie storiche,emerge,che l'edificio in oggetto,non era apprezzato per le sue linee architettoniche,tanto che veniva definito mancante di massa e di buona distribuzione e ancora"si presenta alquanto tozzo e privo di ornamenti,nonostante avesse un vasto cortile,un vasto portale,e una bella scala,ma se difetta d'architettura non fa difetto la Sua storia".
L'edificio nella seconda metà del cinquecento era suntuosissimo,aveva stalle,appartamenti adornati di splendidi arazzi e mobili di rara fattura.

Il fabbricato ha sviluppo planimetrico irregolare,occupa la testata dell'insula compresa tra via A.Villari (che è sottoposta di circa dieci metri a via Stella),via Gradini S.Nicandro,dalla quale ha accesso.
Il prospetto principale affaccia su via Stella,con i gradini S.Nicandro con quello laterale,la via A. Villari con quello posteriore ed il restante è contiguo ad altro fabbricato di minore altezza.
Lo sviluppo planimetrico è irregolare,è composto da tre piani simili fuori terra,oltre il piano terra e quello ammezzato sulla via Stella,mentre posteriormente,sulla via A.Villari,da altri due piani,di minore superfice,sottostanti quello di terra,così come precedentemente definito,con una superfice coperta lorda per piano medio di oltre 475 metri quadrati ed una altezza fuori terra di circa diciassette metri a monte e di oltre diciannove metri a valle.
Sul piano delle coperture,parzialmente a tetto e restante piano,si erge un ulteriore piano di superfice  contenuta solo su di un'ala dello stesso.
L'edificio occupa la testata dell'insula compresa tra le vie su elencate,posizionato infatti a cavallo di un salto di quota  del suolo tra via Stella e la via A.Villari e tale variazione è visibile dalle quote altimetriche riportate sulle planimetrie al mille del Comune di Napoli,quasi dieci metri (più precisamente:sui gradini S.Nicandro,a monte,risulta una quota di ml 59,8 e a valle di ml 49,4).
Il prospetto su via Stella possiede maggiore carattere architettonico decorativo degli altri due:un ingresso ampio,con portale bugnato a tutto sesto,lateralmente arricchito da due semicolonne scandite da bugnature continue orizzontali che caratterizzano tutta la parte basamentale del prospetto fino al primo ordine,e da ceppi di pietra di dimensioni notevoli.
Il primitivo portone ligneo fu sostituito nel corso del restauro del fabbricato, (anno 2002).
Alla fascia basamentale bugnata,delimitata da una cornice marcapiano a semplice modanatura,segue l'intonaco liscio dei piani superiori,le cui aperture sono sottolineate da cornici mistilinee,timpani piani e tavole di piperno sagomate;il cornicione dentellato chiude superiormente l'edificio.
La zona interna è caratterizzata da una successione assiale di androne-cortile quadrato-passaggio archivoltato-spazio rettangolare.
Lo spazio rettangolare è diviso in nove campate con quattro pilastri centrali,volte a vela e a crociera,impostati su archi murari,chiudono superiormente le nove campate,di cui una, Alterata da una Superfetazione.
Alla configurazione volumetrica a blocco esterna,quindi,si contrappone una maggiore articolazione interna alla quale contribuiscono anche le scale :due principali ed una secondaria a due rampe.
Il prospetto su via Stella possiede maggiore carattere architettonico decorativo degli altri due:alla fascia bugnata basamentale segue l'intonaco liscio dei piani superiori le cui aperture sono sottolineate da cornici mistilinee,timpani piani e tavole di piperno sagomate,il cornicione dentellato chiude superiormente l'edificio.
L'accesso è segnato dal portale bugnato ,lateralmente arricchito da colonne bugnate anch'esse e da cippi di pietra di dimensione notevoli,tutta la pavimentazione della zona interna è costituita da blocchi di piperno posti a cardamone riquadrati da blocchi a lista.
Altri elementi di piperno sono rilevabili all'interno degli spazi comuni:un pozzo (15) a pianta poligonale posto nel passaggio tra il cortile e lo spazio archivoltato,un piccolo sedile nell'androne e basi scanalate con maniglioni sulle pareti dello spazio archivoltato.
Ai livelli superiori si accede mediante una scala prospiciente il cortile,che si sviluppa con piani di sosta su volte a crociera e rampanti su volte a botte,contornata per tre lati da muratura d'ambito e per il quarto da uno sporto sul cortile stesso con tre scansione;nella zona centrale quattro pilastri delimitanti un vuoto centrale.
Sulla zona di fondo,degli ambienti voltati,è presente una seconda scala del tipo monumentale,da cui si accede solo ad un piano;è caratterizzata da un'invito basamentale con volute in piperno e da balaustra sorretta da elementi torniti,scanditi ogni cinque,da pilastrini quadri con terminali semicircolari,anch'essi,in piperno.
La struttura portante verticale dell'edificio è in muratura di tufo,quelle orizzontali originarie in solai lignei (in travi di legno e paconcelli)e a struttura a volta in muratura per il piano terra e per la scala,oltre ad alcuni rifacimenti in travi di ferro e tavellonato di laterizio.
Le coperture a tetto sono costituite da strutture lignee in travi e tavolato,con sovrastante manto di tegole.
L'edificio oltre alle Superfetazioni già citate,dai vari sopralluoghi effettuati,se ne sono riscontrati      
molte altre,per cui è indispensabile che di volta in volta si interviene,si dovrà considerare la possibilità di modificare o eliminare le alterazioni riscontrate.

Note:

Le informazioni cui al punto 1,sono del Comune di Napoli,quelle al punto -1.1,sono uno stralcio della descrizione del fabbricato di Via Stella 120,fatta dal Dott.Architetto Tobia Di Ronza (Soprintendenza Napoli),protocollo 22770 del 28/07/2000,della pratica di vincolo dell'edificio e Prot.1932 .

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-Punto 2

L’impianto distributivo "ancora esistente nel palazzo", è sintetizzabile in due distinte parti che lasciano intendere quale fosse lo sviluppo nel tempo della dimora dei Carafa di Maddaloni.
Edificio cinquecentesco  primo cortile:

Facciata su Via Stella con portale d’ingresso composto con colonne bugnate in piperno attribuite ai Vanvitelli  (Padre e Figlio), il portale del vestibolo in piperno grigio vesuviano ancora oggi,  conserva in parte affreschi nella volta a botte, la scala a destra  è originaria alla costruzione del fabbricato.





Dettagli scala monumentale

Edificio seicentesco  secondo  cortile: androne con grande cortile coperto e  scala monumentale per il piano nobile.

Di particolare interesse risulta la soluzione del porticato, con volte, a vela innestate su  grandi pilastri non riscontrabili in altre dimore Napoletane.


La scala nobile con pettorate e palagusti di piperno con volte, un tempo decorate, probabilmente da Gaetano Magri,termina in una loggia coperta  da volta a vela,sorvegliata da due garitte con ampia veduta sulla valle della Sanità, sulla collina di Capodimonte  e del Vesuvio, la  porta a fronte alla scala monumentale,era l’ingresso (6) del vasto salone di rappresentanza  dell’appartamento nobile,una volta con pareti affrescate,stucchi dorati; al soffitto di questo ampio salone un grande dipinto,olio su tela, del  Solimena (note 4 ,14) lungo quarantaquattro palmi e largo ventidue (mt.11,63x5,81)  alle pareti, quadri dei più importanti pittori del tempo formavano la galleria d’arte, collegata alle altre stanze dell’appartamento e all'alcova del principe.




Scala monumentale di accesso al piano nobile


Nella stanza da letto del Principe,"in origine affrescate da Giovanni Balducci,con scene di battaglie in ricordo delle doti di valoroso guerriero del Duca Marzio Carafa,nominato capitano Generale dal vicerè Duca di Ossuna era presente un “pregevole letto in muratura” con colonne tortili in marmo,baldacchino, decorato con pinnacoli e soffitti in legno dorato. (5)

L’appartamento  prende luce da ampi  balconi, che affacciano su di una loggia interna  scoperta ,(chiusa da portone sino a gli anni 70), che collega le due parti del palazzo e da tre aperture con volta  ad arco,che danno su di un vasto terrazzo  con  vista del Vesuvio  e da un balcone che affaccia sulla collina di Capodimonte e da altri balconi che guardano su Via Stella e nel cortile interno del fabbricato.



Marzio Carafa IV Duca di Maddaloni acquistò nel  1585 da Fabrizio Cardito per la somma di 3700 Ducati un fabbricato con annesso ampio terreno e giardino sul colle della Stella.      



Il Duca pensò di edificare in quel luogo il palazzo per la Sua residenza  e  poiché  era  anche allevatore di razze scelte di cavalli, necessitava di ampi spazi coperti per la movimentazione degli stessi e di  locali per le rimesse  delle carrozze che utilizzava per recarsi nei  feudi di Sua proprietà.
Pertanto  costruì  un nuovo fabbricato, vi fece scuderie per trenta cavalli e locali per la custodia delle carrozze,pozzi  di adduzione per il rifornimento idrico,grandi appartamenti adorni di arazzi e di mobili preziosi,i lavori d iniziarono nel 1587 e terminarono nel 1598,i responsabili del cantiere erano:
Mastro  Annibale  Ligoro (muratore),Paolo Saggese  (piperniere), Camillo Terracciano (tagliamonte) .

  • Decoratore: Giovanni Balducci (a cui furono pagati 300 ducati ),
  • Ingegneri:  Onofrio  Tango , Paolo Papa.

Il Duca di Maddaloni Marzio Carafa e il suo figlio primogenito Diomede dal 1606 vissero in questo palazzo.

1
affreschi n°1,2,3,4 ,sotto la volta dell'androne, con decorazioni grottesche e richiami esoterici di protezione del fabbricato  (2)

2

3



 N° 5,6,7,8, quello che rimane degli affreschi della galleria, (note 3 / 6) 


5

6

7


8










9  (note 4,12,14)


10 (vedi note 4,12,14)


11 (vedi note 4,12,14)




  nuovo portone ligneo installato nel 2002 



Stemma della famiglia Cattaneo Della Volta Paleologo sotto la volta di ingresso del palazzo lato Via S. Nicandro N°32,questa ala del fabbricato ospitava l'amministrazione dei feudi dei Cattaneo, una parte degli appartamenti erano dati in fitto a visitatori/ospiti/delegazioni che intrattenevano rapporti commerciali nel Regno di Napoli  

L'arma araldica dei Cattaneo Della Volta (ramo Napoletano di San Nicandro),si è andata sviluppando a partire dal Principe Domenico,lo stemma sormontato dalla corona di Principe,presenta fasce alternate d'argento e d'azzurro su cui è caricata un'aquila nera ad ali spiegate,sotto la quale al centro dello scudo è posto un palo troncato con croce d'argento in campo rosso (Paleologo) ai cui estremi si affrontano quattro lettere "B" mentre più sotto il tronco si chiude con bande traversali d'argento e di rosso (Della Volta) il ripetuto segno alfabetico " B" sta a rammentare le antiche virtù o benevolenza della Casata che la tradizione Famigliare identifica in "Buona fama,Bontà, Bellezza, Beneficenza".

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Ingresso dell'appartamento nobile dove (al soffitto), era la grande tela del Solimena,(fotoN°9) che raffigurava le Virtù dei Cattaneo Della Volta Paleologo (del ramo Napoletano di Sannicandro) le foto 10 e 11 sono dettagli del dipinto.


Scala  monumentale

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Nel corso della rivolta Napoletana anti Spagnola, il “10 Luglio 1647”una gran folla di popolo proveniente dalla zona di piazza Mercato,assaltò il Palazzo di Via Stella per saccheggiarlo,ma il Palazzo fu difeso e l’attacco respinto,due giorni dopo il “12 Luglio” Masaniello  con gran seguito di insorti,attaccò nuovamente  l’edificio ma i suoi difensori  dovettero cedere, "grazie anche al tradimento di un servitore dei Carafa",tutti coloro che abitavano nel palazzo e che formavano la piccola corte dei Carafa, servitori,paggi,musici,furono massacrati,compresi i cavalli nelle scuderie,il Palazzo fu saccheggiato e tutto ciò che vi era di prezioso fu portato via compresa una carrozza coperta di lamine d’argento ed ornamenti d’oro valutata in 15.000 scudi utilizzata dal Duca in occasione delle sue nozze,Masaniello in persona distrusse con alabarda e mazza,mobili e altri oggetti preziosi e con la  spada tagliò la testa di due tele, raffiguranti il duca di Maddaloni e di suo Padre e infilò la spada nei loro occhi (26).
Ma il bottino più ricco fu trovato nei vicini conventi di S.Maria della Stella e degli Agostiniani scalzi dove il Duca aveva creduto di mettere al sicuro la sua roba più preziosa (28).
Dopo il saccheggio il palazzo fu occupato da una turba di straccioni che distrussero quel poco scampato all'incendio appiccato dai rivoltosi.

Il  10 Luglio i rivoltosi, uccisero Giuseppe Carafa, fratello del Duca di Maddaloni Diomede, Giuseppe Carafa, fu decapitato da Michele de Santis (di professione macellaio) , al cadavere,  fu amputato un  piede,la testa di Giuseppe Carafa  fu fissata su di una picca e portata a Masaniello in piazza mercato, (che ricompensò il de Santis con mille scudi), quindi posta in una gabbia insieme, al piede tagliato,la gabbia ,poi fu portata a porta S:Gennaro e appesa sotto l'arco,dopo giorni fu rimossa da : Scipione Ristaldo,Geronimo Carafa e Geronimo Laudato che provvidero a dare sepoltura ai resti del duca Giuseppe Carafa nella chiesa di S. Giovanni in Portico. (16)

- Chi di spada ferisce di Spada perisce -
   La fine di Masaniello e dei suoi seguaci ,che versarono il sangue degli abitanti  di questo Palazzo :

Michele de Santis tempo dopo, fu fatto arrestare dal Duca di Guisa (Enrico II di Lorena Duca di Guisa) e tradotto ad Aversa,fu arso vivo dentro un forno.
Il Duca di Maddaloni ottenne inoltre, l'esilio dal Regno per i popolani (e le loro famiglie fino alla quinta generazione) che avevano partecipato indirettamente all'omicidio di Don Giuseppe Carafa.(18)
 Masaniello fu ucciso il 16/07/1647, in una delle celle del convento del Carmine con una serie di archibugiate, ( pochi giorni dopo che aveva fatto uccidere Giuseppe Carafa e assaltare il palazzo di via Stella,facendo massacrare persone e cavalli ) (19,17) , il corpo di Masaniello fu decapitato,trascinato per le strade di Napoli e gettato in un fosso tra porta del Carmine e Porta Nolana,la testa fu portata al vicerè come prova della sua morte.
Il servitore dei Carafa che con il suo tradimento aveva reso possibile l'assalto del palazzo di via Stella fu ucciso dagli  stessi insorti che gli tagliarono la testa.
Gli oggetti preziosi proveniente dal saccheggio del Palazzo di via Stella furono portati nel castello del Carmine da Gennaro Annese, uno dei capi popolo che assaltarono il Palazzo,che se ne impadronì
Gennaro Annese fu poi arrestato e processato e il 20 Giugno 1648, decapitato in Castel Nuovo,la sua testa conficcata in cima ad un palo fu esposta di fronte al torrione. (17)
Dopo questi eventi "il palazzo di via Stella" fu denominato dal popolo il "Palazzo degli Spiriti" nome col quale è ricordato.

Domenico Gargiulo,detto "Micco Spadaro",uccisione di Giuseppe Carafa (17)
Domenico Gargiulo,detto "Micco Spadaro",presunto ritratto di Masaniello (17)



Secondo androne con grande cortile coperto

Dell'uccisione e dello scempio del corpo di Giuseppe Carafa esiste testimonianza  grazie al quadro di Micco Spadaro,esposto nel museo di S.Martino.

Il Duca di Maddaloni cessata la rivoluzione non abitò più in questo palazzo e nel  1656 acquistò un palazzo in via Toledo dai Marchesi D’Avalos  dando in permuta il Palazzo della Stella e una masseria a Posillipo.


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(15) Pozzo a pianta poligonale

Il Palazzo di via Stella,nel 1665, viene valutato in 12500 ducati
I D’Avalos rivendettero poi il palazzo della Stella, al banchiere Olandese Gaspare Roomer che era  un grande collezionista di quadri di autori fiamminghi e del seicento napoletano,Gaspare Roomer eliminò i danni provocati da Masaniello e  nel 1668  restaurò il fabbricato  ampliandolo ulteriormente realizzando il porticato multiplo in successione ed in quota col cortile primitivo della fabbrica fino ad estendere la costruzione originaria sino al vico Tagliaferri,(ora Via A.Villari) responsabile dei lavori Ing. Onofrio Tango.
Una parte importante della pinacoteca di Gaspare Roomer fu ospitata nella galleria di questo fabbricato.
Sono documentati  lavori  per circa 1400 ducati a partire dal 1668 fino al 1672 affidati all’Ing. Onofrio Tango.




Ingresso Palazzo Sannicandro di Via Stella 120 Napoli
                                                  Colonne Bugnate in piperno

Dopo la morte del Roomer : (03/04/1674), nel palazzo furono inventariati circa 1100 dipinti tra oggetti sacri,nature morte, paesaggi,ritratti ecc,tutte opere dei maggiori artisti : da Falcone a Vaccaro,da Preti a   Giordano , Rubens, Ribera,Battistello Caracciolo,Vouet e di altri artisti.
I maggiori beneficati del suo testamento furono l'ospedale di S.Maria degli Incurabili,nominato erede universale ,con un legato di 200.000 Ducati; (24) una parte dei dipinti della ricchissima collezione furono ereditati da Ferdinand Vandeneynden, (22) altro mercante fiammingo,che insieme al padre formò a Napoli una cospicua raccolta di opere di pittori locali,altre opere, sono poi arrivate,nei più importanti musei Europei e in collezioni private.
Il palazzo di via Stella 120 e altre proprietà,andarono alle suore Carmelitane del monastero di S.Maria Maddalena De' Pazzi (prima si chiamava del Sacramento) dove la figlia (unica) del Roomer era stata Badessa col nome di Suor Maria Maddalena e dove era morta due anni prima del Padre Gaspare.
Gaspare Roomer era devotissimo di S.Maria Maddalena De'Pazzi,(Santa Fiorentina 1566/1607) e  ne diffuse il culto a Napoli,per quest'ordine il Roomer spese in 30 anni 75.000 (24) Ducati
Gaspare Roomer fu sepolto nella chiesa del convento Carmelitano di S.Maria della Vita, (attuale ex ospedale S. Camillo) di cui era stato tra i maggiori benefattori e al quale aveva donato 9000  (24) Ducati e in cui aveva fatto erigere una cappella intitolata a Santa Maria Maddalena De' Pazzi, collocandovi il Suo monumento funebre purtroppo oggi andato perduto. (20/21)

 Nel  1684 il Monastero di S.Maria Maddalena De' Pazzi,vendette  il Palazzo di via Stella al Duca D’Airola Carlo Caracciolo che morì nel 1709 e quindi  ai suoi discendenti , Bartolomeo Di Capua (1680 /1715) , che sposò  nel 1712  “Anna Cattaneo” , figlia di Baldassarre Principe di Sannicandro.
Dal 1715 il Palazzo è di Baldassarre Cattaneo della Volta 2° Principe di Sannicandro padre di Domenico Cattaneo il quale quando Re Carlo terzo partì per la Spagna  rimase capo della reggenza e fu educatore di Re Ferdinando primo.
                                                                               

                                                                               


                                                         S.Maria Maddalena De' Pazzi

                                        Tradizionalmente i Protettori del fabbricato sono:
                 La Madonna della Stella,S.Michele Arcangelo,S.Francesco da Paola,Santa Maria                                          Maddalena De' Pazzi,S.Nicandro,S.Marciano, Santa Daria,S.Gennaro
             
                               
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Il  Principe Baldassarre Cattaneo intraprese i lavori di restauro più significativi nella storia del Palazzo,il portale di piperno pare sia stato fatto lavorare dal Vanvitelli (Padre e Figlio)anche se non c’è certezza del loro intervento,sicuro invece il contributo di Francesco Solimena e Luca Vecchione nella ristrutturazione del Palazzo ma anche nelle decorazioni.
I  lavori di ristrutturazione e di restauro del fabbricato iniziarono nel 1724 e terminarono nel 1730 i lavori furono eseguiti sotto la direzione di  Francesco Solimena.



colonne bugnate in piperno grigio vesuviano attribuite ai Vanvitelli (Padre e Figlio)


Portone di ingresso del Palazzo Sannicandro alla Stella



   Gaspare Roomer,(Anversa 1596,Napoli 03/04/1674)
Il Roomer nel suo testamento lasciò il palazzo alla Stella alle monache di S.Maria Maddalena
del S.S. Sacramento,dalle quali dieci anni dopo,nel 1684 fu venduto al duca di Airola Caracciolo
poi pervenuto ai Cattaneo di Sannicandro
Gaspare Roomer fu seppellito nella chiesa di Santa Maria della Vita (21), (28) da lui ampliata e 
arricchita,sul suo sepolcro nella crociera al lato dell'Evangelo,fu messa la sua statua di marmo
con questa iscrizione :

GASPARE ROOMER
ORTU ANTVERPIENSI DIUTURNO INCOLATO PARTHENOPEO
INTEGERRIMO AC SUMMA PIETATE PRAEDITO VIRO DIVAE
MARIAE MAGDALENA E FLORENTIA OMNI AEVO FLORENTISSIMI
CARMELI ALUMNAE NON MINUS MUNIFICO QUAM RELIGIOSO
CULTORI  NON EXTINCTO SED IN DOMINO OBDORMIENTI
RELIGIOSI TANTAE EROINAE FRATRES GRATI ANIMI MONUMENTUM P.P.
ANNO A PARTU VIRGINIS MDCLXXIV



Architetto Luigi Vanvitelli (17)

Nel  1725 i riggiolari Domenico  Attanasio e Giuseppe Barberio realizzano un pavimento di “riggiole spetenate” nella galleria dell’appartamento del principe.  
Nel  1730 il falegname  maestro Angelo Antonio De Blasio,esegue le cornici per le porte dell’alcova del Principe secondo disegno di Francesco Solimena e per altri fregi che ha realizzato nei vari appartamenti.



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Il  Principe Domenico Cattaneo 3° Principe di Sannicandro morì il 2/12/ 1782 nella sua villa di Barra (Villa Giulia),il corpo fu traslato nel 1785 nella chiesa di S.Maria della Stella e sepolto nel  monumento funebre"adiacente l'altare di S. Francesco di Paola",che si era fatto costruire già dal 1731 dallo scultore Giuseppe Sammartino che realizzò  un grande vaso di porfido posto in una ampia nicchia incavata con avanti due statue di marmo di donna,una all'impiedi regge un tronco di pianta con la mano destra e con la sinistra mostra il ritratto a bassorilievo del Principe,l'altra seduta sotto l'urna sepolcrale è affranta nella più profonda mestizia ,sotto nella base,si leggeva il seguente elogio:

DOMINICO BALTASARIS F. CATANEO SANNICANDRENSIVM PRINCIPI PATRICIO NEAPOLITANO AC. GENVENSI PORTICVS VETERIS MAGNATI HISPANIARVM PRIMAE CLASSIS INTER EQVITES VELLERIS AUREI AC DIVI IANVARII ADLECTO QUI POST GESTA LVCVLENTISSIMA MVNERA PVBLICA A REGE CAROLO EL DELATA PRAETVRAM VRBANAM HISPANIENS LEGATIONEM DOMVS AVGVSTAE PRAEFECTVRAM TVTELAM REGIS FERDINANDI IV ATQVE IN EIVS PVPILLARI AETATE XVIRALEM REGNORVM PROCVRATIONEM AVLAE MINISTERIIS SPONTE SVA ABDICATIS TRANSMISSAQVE AD FILIVM RE FAMILIARI PRIVATVS SECESSIT IN PRAEDIVM SVVM SVBVRBANVM AD LEVCOPETRAM VBI SIBI VIVENS ET RELIGIONIS PROLIXAEQVE IN PAVPERES LIBERALITATIS OPERIBUS IMPENSIS AC.LARGIS QVAM ANTEA VACANS XII ANNOS TRANQVILLLITATE MAXIMA IBIQUE  ANNOS NATUS LXXXV MENS XI DIES XII DECESSIT IV NON DECEMB ANN MDCCLXXXII MOX INDE TRANSLATVS IN VRBEM HEIC IN GENTILITIO SACELLO CONDITUS EST
FRANCISCUS FILIVS ET HERES CVM MCERORE ET LACRYMIS P
HAVE INDVEGENTISSIME PATER MIHIQVE TVA VT EMENDATISSIMA VITAE VESTIGIA  PREMAM ADSPIRA .

Il monumento si è perso in seguito all'incendio (probabilmente doloso del 4 Novembre 1944), della chiesa,evento che causò la distruzione del coro ligneo del cinquecento posto dietro l'altare maggiore e di gran parte delle decorazioni interne e di opere pregevolissime realizzate da artisti di grande rilievo come : Giacomo Farelli,autore di tre grandi quadri,uno dietro l'altare maggiore e gli altri due ai lati destro e sinistro e di : Massimo Stanzione,Domenico Antonio Vaccaro,Battistello Caracciolo,Agostino Beltramo,Nicola Fumo ,Giuseppe Sammartino,molte di queste opere furono donate alla Chiesa di S.Maria Della Stella dal Principe Domenico Cattaneo .
 La foto del monumento funebre sotto riportata,risalente agli anni 35/40, è una delle poche testimonianze della pregevole opera del Sammartino e della Tomba di Domenico Cattaneo Della Volta 3° Principe di Sannicandro.
In una nicchia,sul lato sinistro dell'altare della Madonna della Stella,si trovava l'altro monumento funebre della famiglia Cattaneo/Di Capua,(anch'esso distrutto nell'incendio del 1944),che custodiva la Principessa Giulia Di Capua moglie di Domenico Cattaneo.
I Cattaneo di Napoli,tra cui la Duchessa Eugenia,furono sepolti nella Chiesa della Stella sino agli inizi del 1800 "nella cripta il cui accesso è ai piedi dell'altare di S.Francesco da Paola,


Giuseppe Sammartino, monumento funebre di Domenico Cattaneo 3° Principe di Sannicandro


Lapide di accesso alla cripta della Famiglia Cattaneo



dove era ubicata la tomba di Domenico Cattaneo

Di fronte al portone del Palazzo Sannicandro (Via Stella N°120) è presente una porta da cui si accede,tramite scale,all'ingresso secondario del Santuario di S.Maria della Stella. 
Da queste scale,una piccola porticina ora murata,permetteva l'accesso nel  retro dell'altare maggiore.
L'ingresso secondario fu realizzato per consentire al principe Baldassarre Cattaneo, di partecipare,senza essere visto alle funzioni liturgiche.
Una iscrizione su una piccola lapide ricorda questa opera.
La fondazione di S.Maria della Stella risale al 1580 circa ad opera di due P.P.Minimi (fratelli)Benedetto e Paolo de Amicis con i lasciti di Laura Brancaccio dei Marchesi  di Montalbano,i Fonseca,i Di Capua,i Carafa i Caracciolo,i Cattaneo e altre Famiglie di Nobili, furono grandi benefattori di questo Santuario,in particolare il 2° Principe di Sannicandro Baldassarre Cattaneo, Sua figlia,la Duchessa Eugenia Cattaneo e il 3° Principe di Sannicandro Domenico Cattaneo.

                                         


     Epigrafe che ricorda la realizzazione dell'ingresso secondario del Santuario S.Maria Della Stella      voluta dal Principe Baldassarre Cattaneo      

                                                                               



                                                             Chiesa S.Maria della Stella

                                         Quello che rimane della tomba di Giulia di Capua




Sagrestia Chiesa S.Maria della Stella
Epigrafe posta sulla tomba di Don Francesco Caracciolo Duca di Miranda,morto nel 1674


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Palazzo Sannicandro


                     Primo cortile,scala cinquecentesca originaria alla costruzione del fabbricato
                     in origine affrescata dal pittore Fiorentino Giovanni Balducci,( 1560 /1631 nota 13)
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                                                             Catacombe di S.Gaudioso
             A destra,tomba del Pittore Giovanni Balducci,con lo scheletro incassato nella parete
                                               e ai suoi piedi,tavola dei colori e pennelli
                                                                              (13

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Mi piace ricordare le iniziative  della Nobile famiglia Cattaneo quale promotrice di incontri culturali in particolare di : Baldassarre Cattaneo amico di GIAMBATTISTA VICO,quando Baldassarre morì, G.B.Vico,scrisse in suo onore,sei epitaffi che furono apposti nelle adiacenze del monumento funebre del Principe, (8).
 e di Anna Cattaneo Della Volta, coltissima e raffinata protettrice di letterati e artisti,che pur abitando nel palazzo Marigliano,negli anni della Sua vedovanza,seppe intrecciare rapporti con intellettuali e poeti che si riunivano in un circolo letterario, da Lei fondato, sito nel palazzo "Sannicandro" alla Stella,dove tra l'altro, alla fine della primavera e l'inizio dell'estate del 1715,PIETRO METASTASIO e GIAN VINCENZO GRAVINA si fermarono a Napoli nel viaggio di ritorno a Roma da Scalea (CS),dopo avevano partecipato ai funerali del filosofo GREGORIO CALOPRESE,ma vi allego il documento:
 Prime informazioni/considerazioni sulla nobile famiglia Cattaneo nei primi decenni del Settecento, e sui rapporti con Pietro Metastasio ed altri eminenti personaggi a Napoli durante il vice-regno austriaco.

Tra la fine della primavera e l’inizio dell’estate del 1715, Pietro Metastasio e Gian Vincenzo Gravina si fermarono a Napoli nel viaggio di ritorno a Roma da Scalea in Calabria dove avevano partecipato ai funerali del filosofo Gregorio Caloprese, cugino del Gravina e maestro-educatore del giovanissimo Pietro nel sapere filosofico tra il 1712 e il 1713.
Il Gravina nella sosta a Napoli presenta il suo figlioccio e migliore discepolo/allievo ad un pubblico di dotti e di nobili appartenenti alla fazione filo-asburgica, il cui vice-regno è ormai subentrato al secolare domino spagnuolo nel 1707.
Il luogo dell’incontro è nel Palazzo Sannicandro che diverrà proprietà effettiva del principe Baldassarre Cattaneo Della Volta nel 1724 (cfr.: Wikipedia _Palazzo_del_principe_di_Sannicandro).
Qui, Pietro Metastasio improvvisa quaranta ottave sul tema La magnificenza dei prìncipi e le sue lodi dinanzi al filosofo Giambattista Vico, ad ANNA CATTANEO (figlia di Baldassarre Cattaneo) e ad Aurelia Gambacorta d’Este, moglie del principe di Macchia, tra i protagonisti dell’omonima congiura anti-spagnola del 1703, finita nel sangue, e con la salvezza in extremis del marito di Aurelia Gambacorta riparatosi a Vienna.
L’incontro/presentazione dell’allora diciassettenne Pietro Metastasio nel palazzo dei Cattaneo Della Volta è fortemente significativo sia per il ruolo che dopo la morte del Gravina il poeta assumerà a Napoli trasferendosi nella capitale del vice-regno austriaco nell’estate del 1719 e rimanendovi sino al 1724, anno della messa in scena del suo primo melodramma, Didone abbandonata, al teatro di San Bartolomeo, sia per il dibattito politico-culturale e filosofico-giuridico che avrà come protagonisti alcuni tra i presenti alla recita delle quaranta ottave, in particolare GB. Vico ed Aurelia Gambacorta d’Este.
In questione sarà per tutti gli anni Venti e a seguire, sino al rientro a Napoli nel 1733 della dinastia dei Borbone e alla cacciata degli Asburgo, l’autonomia e l’indipendenza di Napoli come Regno, del quale sarà principale sostenitore Gianbattista Vico, al quale si contrapporrà Pietro Giannone e il gruppo di giurisdizionalisti come, fra tutti, Gaetano Argento. Il cuore della questione è se debba essere preferita per Napoli una scelta di status politico quale appartenenza ad un sistema laico-centralistico come il Sacro Romano Impero Germanico con la separazione netta dagli interessi proprietari e giurisdizionali della Chiesa di Roma, ovvero se a questo gli debba essere preferito una prospettiva di mantenimento provvisorio dei rapporti storico-istituzionali con la Chiesa entro, però, la costruzione di un autonomo ed indipendente Regno di Napoli.
La scelta dei principi Cattaneo della Volta di Sannicandro per l’una o per l’altra posizione non sarà semplice né definitiva, anche se nel 1715 i rapporti con Aurelia Gambacorta d’Este, la cui famiglia è senza dubbio tra le protagoniste dell’alleanza con gli Asburgo e un duraturo legame con il vice-regno austriaco, farebbero ritenere che anche i Cattaneo siano propensi a una tale soluzione.

Per altre e più approfondite conoscenze sull'argomento si rimanda alla lettura del volume: Legge Poesia e Mito/ Giannone Metastasio e Vico/ fra “Tradizione”e “Trasgressione” nella Napoli degli anni Venti del Settecento, a cura di Mario Valente, Edizioni Aracne, Roma 2001.                        
                  Gian Vincenzo Gravina (17)   


               
Gregorio Caloprese  (Scalea  CS) (17)


                    
                 
Antonio II Spinelli Principe di Scalea  1715/1787
                        con le insegne dell'ordine di San Gennaro
                                                             

Pietro Metastasio (17)
   
  
Baldassarre Cattaneo era  Padrino del Principe Raimondo di Sangro di Sansevero (17)




Un ricordo,per il Capitano Bartolomeo di Capua ultimo Gran conte di Altavilla, Duca di Airola,figlio di Anna Cattaneo Della Volta,che si distinse per il suo coraggio,facendo scudo a Re Carlo Terzo,salvandogli la vita , rimanendo però gravemente ferito  (battaglia di Velletri 10/11/Agosto 1744) da quel giorno, Re Carlo,ebbe grandi riconoscimenti per le famiglie Di Capua e Cattaneo.

         
                                            
                                                                             

                                         Bartolomeo Di Capua,sposò nel 1712,Anna Cattaneo 
                                             
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                                                                 Palazzo Sannicandro



Porticato con volte a vela innestate su grandi pilastri


Nel 1772 Francesco Cattaneo incaricò i pittori Nicolantonio Alfano e Gaetano Magri della decorazione delle volte dell'appartamento
Nel 1787 l'architetto Pompeo Schiantarelli viene saldato con 300 ducati per l'assistenza data alle nuove riattazioni.
Per oltre due secoli il palazzo di via Stella divenne la residenza di famiglia dei Sannicandro. Francesco Cattaneo,IV principe,che muore nel 1790 è il figlio di Domenico (1696-1782),suo figlio Augusto,V principe,muore nel 1824,in questo palazzo,il figlio di Augusto Francesco VI principe muore nel 1883,suo figlio Augusto,VII principe,muore nel 1860,anche Lui in questo palazzo,il figlio di Augusto e Ippolita San Felice di Bagnoli,si chiamava anche Lui Francesco (1844-1875),VIII principe,sua moglie,anzi la sua vedova,Agnese lasciò il palazzo alla Stella dopo il 1880,ma non si trasferì alla riviera di chiaia (come è erroneamente riportato in qualche testo),ma a via S;Mattia 63,dove nell'androne c'è lo stemma dei Cattaneo sulla volta.
Agnese Caracciolo ,vedova dell'VIII principe,con i figli Augusto,Anna,Fabio e Francesco si trasferì a via S.Mattia  dove rimase fino al matrimonio del figlio Augusto, che sarà ereditato da sua figlia Ippolita (1896-1988),il figlio di Agnese, Francesco X ,principe di S.Nicandro ha vissuto a S.Maria in Portico N° 3.
Quindi ci sono quattro Francesco
Il primo, come sopra riportato, muore nel 1790 e i suoi eredi non lasciarono il palazzo alla Stella,lo stesso dicasi per il secondo che muore nel 1833,il terzo muore nel 1876,a soli 31 anni e i suoi eredi lasciarono il palazzo alla Stella e si trasferirono al palazzo Sannicandro a via S:Mattia,il quarto muore nel 1953 ha abitato nel palazzo di S:Maria in Portico,(quest'ultimo è il bisnonno della professoressa Bitti Cattaneo della Volta), che sposò nel 1895 Felicia Giusso del Galdo,figlia del marchese Candidi Giusso a sua Volta figlio di Luigi Giusso,Felicia Giusso era sorella di Antonio Giusso che sposò sua cugina Ippolita Cattaneo,Ippolita era figlia di Luigi fratello piccolo di Francesco,scomparso a 31 anni,
Nel 1905 Ippolita Cattaneo sposa Antonio Giusso del Galdo,fratello di Felicia giusso,Ippolita era proprietaria di gran parte del palazzo alla Stella come ha scritto Francesco Giusso nel libro "Un Genovese a Napoli" -Luigi Giusso Duca del Galdo,commercio,industria,finanza e vita vissuta dall'epoca Napoleonica agli albori dell'unità d'Italia,(editore Franco Mauro) dove a pag.261 si legge:degli altri figli di Onorina Giusso il secondogenito Antonio 1876-1960,si dilettava di astronomia, (era membro della Società Astronomique de France) e  fece costruire una piccola torre (che adibì a specula), sul vasto terrazzo del palazzo Sannicandro alla Stella,"edificio posto in posizione elevata sulla città".
Il terrazzo,(di circa 800 metri quadrati),affaccia su via Stella, su via S.Nicandro e su via A.Villari e termina con una ringhiera di ferro di stile barocco che da su via Antonio Villari .
In origine l'accesso al terrazzo era dal salone delle feste del piano nobile del palazzo Sannicandro,ma in seguito al frazionamento degli immobili adiacenti : di via Stella e di via Sannicandro,si potè accedere anche da questi  fabbricati.
Sui bordi del terrazzo, erano collocati su basi di piperno, numerosi busti ornamentali marmorei, (oggi scomparsi) probabilmente commissionati da Domenico Cattaneo allo scultore Giuseppe Sammartino raffiguranti diversi personaggi delle precedenti famiglie proprietarie del fabbricato e dei Cattaneo di Napoli .
Si tramanda che,nel corso della ristrutturazione del fabbricato del 1724,voluta da Baldassarre Cattaneo 2° principe di Sannicandro,il terrazzo fu pavimentato con "Riggiole Spetenate" disegnate dal Solimena.
Nel periodo della reggenza,il futuro e piccolo Re "Ferdinando"visitava spesso il palazzo dove amava giocare con un piccolo asinello su questo terrazzo.

                                                                             

                                                          Re Ferdinando IV a otto anni             
                                                                             
                                                                           

                                                                        Carlo III Re
                                                       
                        Francesco II di Borbone,ultimo Re delle due Sicilie,16/01/1836/27/12/1864
                                      salito al trono il 22/05/1859,fu deposto il 13/02/1861 
   
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Agli inizi degli anni 800,  in questo palazzo visse,l'illustre clinico Gennaro Galbiati (1776 / 1844) primario chirurgo dell'ospedale Incurabili e medico di corte dei Borboni,ricercatore e studioso,autore di articoli scientifici e che mise a punto, nel 1810, la vaccinazione anti vaiolosa, fu autore di innovative tecniche chirurgiche e di attrezzature ad esse collegate nel settore della ostetricia / cinecologia.

Nel 1860,Giovan Battista Chiarini,riferendosi al palazzo Sannicandro scriveva: nel primo appartamento v'ha una galleria tutta dipinta a fresco dal Solimena.

Nel  Palazzo agli inizi del diciannovesimo secolo si trasferì da Matera,l’aristocratica Famiglia dei Ridola.

Anche i Padri Barnabiti hanno dato lustro al Palazzo,infatti, sono stati presenti  in questo fabbricato,dal 30 Novembre 1867 al 1870,quando il Rettore Padre Vallesi e altri religiosi furono ospitati dal principe di Sannicandro in un appartamento,ove aprirono una scuola, successivamente acquistarono il palazzo (Falcone) attiguo alla chiesa di S.Maria di Montesanto,attuale loro sede e del "Prestigioso Istituto Bianchi).

                                                              Palazzo Sannicandro


Accesso alla scala monumentale
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Tra la fine dell' 800 e inizio del  900 "gli eredi dei  "Cattaneo" per dividersi l’eredità”, modificarono  l’originale stato del  Palazzo  "frazionandolo in appartamenti  privati," venduti poi separatamente,dando così inizio a superfetazioni e guasti architettonici,che hanno alterato le originali strutture dell'edificio e degli appartamenti facendo perdere il loro antico splendore.

Conseguentemente furono venduti : il grande dipinto del Solimena,le boiserie,gli arazzi ,le attrezzature, le tele del teatrino di corte,scomparsi i busti di marmo sul terrazzo.
In tempi recenti,distrutto il monumentale letto in muratura fatto realizzare dai Carafa,gli appartamenti storici  stravolti ,perse le maioliche disegnate dal Solimena ecc (4,6).
 

Oggi è un condominio ..........................................




                                                   
                              Scala monumentale con porta di ingresso all'appartamento nobile


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Domenico Cattaneo Della Volta Paleologo
                                                           1° Principe di Sannicandro


                                            I Cattaneo della Volta Principi di Sannicandro

                                        1°Principe  Domenico Cattaneo                1613/1676
                                        2°                Baldassarre Cattaneo             1660/1739
                                        3°                Domenico Cattaneo               1696/1782
                                        4°                Francesco Cattaneo               1721/1790
                                        5°                Augusto Cattaneo                  1752/1824
                                        6°                Francesco Cattaneo                1774/1833
                                        7°                Mariano Augusto Cattaneo    1797/1860
                                        8°                Francesco Cattaneo                1844/1875
                                        9°                Mariano Augusto Cattaneo    1869/1950
                                       10°               Francesco Cattaneo                1876/1953
                                       11°               Corrado Cattaneo                   1900/1988
                                       12°               Corrado Cattaneo                   1953/2011
                                       13°               Francesco Cattaneo                1954

                                       
                                         
          Foto e quadri di alcuni dei Principi di Sannicandro che abitarono in questo palazzo
                                                                         
                           
Baldassarre Cattaneo Della Volta Paleologo
                                                            2° Principe di Sannicandro

                                                                                                                                                   
Domenico Cattaneo Della Volta Paleologo
                                                          3° Principe di Sannicandro
                                                            marito di Giulia Di Capua
                                                                             
Giulia Di Capua
                  Duchessa di Termoli,Principessa di Sannicandro,Moglie di Domenico Cattaneo
                                         

    Giulia di Capua, (Termoli 03-07-1701), sposò Domenico Cattaneo  a Napoli il 04-08-1717
    ebbero 14 figli,molti dei quali morti in giovane età,morì nella Sua villa di Barra il 06-05-1763,fu
    sepolta nella chiesa della Stella il 13-05-1763 al lato della Madonna della Stella.
In suo onore il giorno del funerale alla Stella, il Padre Minimo Fra Gherardo degli Angioli ne descrisse le Lodi nella "Orazione per Giulia Di Capua"che è riportata in un prezioso documento, (da pag.128 a pag.156 ),"Delle Orazioni Varie di Gherardo degli Angioli Minimo"(9), Napoli MDCCLXXX,Biblioteca Naz. Roma Vittorio Emanuele,documento digitalizzato da Google : http://books google.com



                                                                              Stemma Famiglia Di Capua                                                                                                                                           

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 Un doveroso accenno sul 3° Principe di Sannicandro Domenico Cattaneo,sicuramente il più noto della Nobile Famiglia Cattaneo Della Volta di Napoli.
Domenico Cattaneo con sua moglie, Giulia Di Capua,dimoravano nel palazzo alla Stella e nella loro villa di Barra.
Nel 1759 Re Carlo terzo,per motivi dinastici dovette rinunciare al trono di Napoli e si trasferì in Spagna per diventarne il Re.
Poichè i figli: Filippo,Carlo e Ferdinando erano minori,istituì un "Consiglio di Reggenza"che governasse in Sua vece  e avendo grande stima del Principe Domenico Cattaneo,lo nominò presidente del consiglio di reggenza sino al raggiungimento della maggiore età del principe Ferdinando Bernardo Tanucci fu nominato codiuvatore.
Al Principe Domenico,Re Carlo terzo,nel 1775 affidò anche l'incarico di tutore dei principini suoi figli,ed in particolare di "Aio" del futuro re Ferdinando.
Cariche che Domenico Cattaneo tenne con onore e dignità.
Purtroppo nella funzione di "Aio" del principino Ferdinando,Domenico Cattaneo,fu accusato di curare poco la preparazione politica/civile/culturale del futuro re,queste opinioni negative, erano diffuse da alcuni suoi contemporanei e avversari politici (gelosi della grande stima che re Carlo poneva nel Principe di Sannicandro) e furono ripresi poi in seguito, da scrittori/ politici/storici avversi ai Borboni che hanno creato la leggenda della mediocre cultura del Principe di Sannicandro e della superficialità, di come il Principe seguisse la formazione del giovane Ferdinando.
Fortunosamente queste dicerie sono state smentite recentemente,con il ritrovamento di una fitta corrispondenza  (7) tra Domenico Cattaneo e Re Carlo Terzo,da cui si evince che Re Carlo Terzo era informato giornalmente sugli affari del Regno e sulla gestione educativa del figlio e che era Re Carlo che ne dettava  gli l'indirizzi,gestendo dalla Spagna, non solo l'educazione del figlio Ferdinando ma anche il Regno di Napoli.
Domenico Cattaneo Terzo Principe di Sannicandro fu amante delle arti , amico e protettore di artisti e grande benefattore,fu amico,(come Suo Padre Baldassarre e suo Zio Carlo Caracciolo di Airola) di Francesco Solimena ,che realizzò tele di vari personaggi della Famiglia Cattaneo oggi purtroppo dispersi.
Fu il Principe Baldassarre che commissionò al Solimena la grande tela raffigurante l'apoteosi di Casa Cattaneo"un tempo al soffitto nella galleria del palazzo alla Stella" ,ora nel museo Baccarat a Parigi e che rimanendo contentissimo della grande opera, donò al Solimena,altri 500 Ducati oltre all'onorario concordato (14) ,fu il Principe Domenico che diede l'incarico ,sempre al Solimena, di disegnare il pavimento maiolicato della chiesa di S. Michele Arcangelo ad Anacapri.

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Francesco Cattaneo 4° Principe

                                                                                 
Augusto Cattaneo 5° Principe
                                                                           
                                                                                                                         
Francesco Cattaneo 6° Principe
                                                                               
                                                   
  
           Famiglia di Augusto Cattaneo 7° Principe,alla Sua sinistra,il futuro 8° Principe Francesco  stroncato dal vaiolo           a 31 anni,dopo la sua morte,la moglie Agnese Caracciolo,lasciò con i figli, il palazzo alla Stella e si trasferì
nel palazzo Cattaneo in via S. Mattia a Napoli
                                                                             


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                   Locale del Palazzo Sannicandro originariamente,adibito a deposito delle carrozze
                                                   custodiva tre carrozze della Famiglia Cattaneo
                  



             carrozza (con lo stemma dei Cattaneo),attualmente nella sala delle carrozze del museo
                                  Pignatelli ,probabilmente in origine,nel Palazzo Sannicandro                                                                                                                                                           


 Francesco Solimena,ritratto di donna,olio su tela,Tolosa ,Musèe des Augustins (12)
                                                         ( è il ritratto di Anna Cattaneo ? )


 

                          Sonetti del Solimena,in onore di Anna Cattaneo contessa di Montuoro
                                                                                                        


Francesco Solimena ,detto l'abate Ciccio (17)
                         
                                                                              
                                                        
                             




Santa Daria (12)
 secondo la tradizione locale(S.Nicandro Garganico), raffigura Isabella Caetani moglie di Baldassarre Cattaneo



Statue dei Santi Martiri: Nicandro,Marciano,Daria,(protettori del fabbricato di via Stella)
commissionate dal principe Baldassarre Cattaneo nel 1719 per la chiesa di
San Nicandro Garganico. (12)



Vista del Palazzo Sannicandro con ingresso da via Stella,di lato, i gradini San Nicandro

in questa antica raffigurazione del palazzo,all'inizio dei gradini San Nicandro,sulla destra del muro perimetrale 
si intravede l'antica cappella fatta erigere dal principe Baldassarre Cattaneo ai Santi protettori del fabbricato


Sulla sinistra,la torre del palazzo Sannicandro, in origine adibita a specula astronomica
sullo sfondo la facciata del lato Sud est del fabbricato


dettaglio della balaustra settecentesca


Parte finale del terrazzo,in fondo la balaustra che affaccia su via A. Villari




Quello che resta di alcuni basamenti di piperno che erano i supporti dei busti di marmo,si noti l’anello metallico utilizzato per legare l’asinello con cui giocava il piccolo Re Ferdinando nel corso delle sue visite al palazzo Sannicandro,Ospite del Principe Domenico Cattaneo suo aio 






sempre sul terrazzo,ingresso della piccola stalla per il ricovero dell'asinello






la torre della specula astronomica




Balconata di ferro,posta alla fine del terrazzo che prospetta su Via A.Villari




Palazzo Sannicandro,Bombardamento del 1 Marzo 1943



Bombardamento  gradini Stella del 1 Marzo 1943

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Prospetti Palazzo Sannicandro

(27)


Prospetto sul lato est



Prospetto su gradini Sannicandro



Prospetto su via A.Villari



Prospetto facciata principale su via Stella





Vista aerea del perimetro del Palazzo Sannicandro ; di via Stella ,via Sannicandro,via A.Villari  e della chiesa
di S.Maria della Stella ,(piazzetta Stella,convento e chiostro),si noti l'estensione del grande terrazzo,che da via
Stella,girava su via S.Nicandro e terminava su via Antonio Villari

       

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(29)

         Questo quadro si trova nel Museo di S.Martino di Napoli , raffigura Bernardo
         Tanucci ministro Borbonico dal 1754 al 1776, che faceva parte, unitamente  a Domenico
         Cattaneo Della Volta Paleologo 3° Principe di Sannicandro, del consiglio di reggenza
         voluto da Re Carlo III per il figlio Ferdinando IV di appena nove  (30) anni,in realtà il
         personaggio di questo dipinto, è il Principe Domenico Cattaneo,lo si deduce "anche"dalle
         onorificenze dell'ordine del Toson D'oro e dell'ordine di Malta onorificenze,che il Tanucci
         non ha mai ricevuto.   
         Domenico Cattaneo 3° Principe di Sannicandro,fu nominato Cavaliere dell'ordine del Toson
         D'oro nel 1752 da Ferdinando IV.
         Il Tanucci,dottore in legge,era Cavaliere dell'insigne e reale Ordine di S.Gennaro.

     
                                                                               
                       
                                                                               (29)
                                        Bernardo Tanucci, Ministro del Re Carlo di Borbone
                                             e di suo figlio Ferdinando IV dal 1754 al 1776                                                                                         Si noti l'onorificenza di Cavaliere dell'insigne
                                                      e Reale Ordine di S.Gennaro
                                                                           

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Bibliografia
  • Dott.Arch. Sergio Attanasio Università degli Studi di Napoli Federico 2°anno accademico 2006/2007   La Committenza Nobiliare nel Settecento a Napoli e nel Vesuviano, “Palazzo Sannicandro in Via Stella”
 Palazzo Cattaneo della Volta di Sannicandro o Carafa di Maddaloni  (Web)
 Palazzo Sannicandro a Napoli (Web ,storiacity)
 17 Palazzo del principipe  Sannicandro 
 17 Diomede  V Carafa
 Società storica del Sannio  domenico-Cattaneo-della-volta-controverso-aio-del -re
  www.nobili-napoletani.it
 Portale del sud-org/cognomi_c1.htm

 (1) Soprintendenza per i beni Ambientali e Architettonici di Napoli ,relazione prot. 22770
       del 28/07/2000 e prot. 19032, Dott.Architetto Tobia Di Ronza  

 2 Affreschi probabilmente di Giovanni Balducci  ritrovati e restaurati a cura della Soprintendenza di      Napoli nel corso dei lavori di restauro dell'edificio.

 3 affreschi superstiti

 6 Questa vasta anticamera misurava oltre  12 mt.x 8 mt.,per  una altezza di circa  15 mt., alla fine dell'ottocento/inizio novecento,l’appartamento nobile fu frazionato in quattro proprietà,conseguentemente,la  sala della galleria fu divisa in due, conservando da un lato l’accesso originario dalla scala monumentale (scala A),per l’altro appartamento, ricavato dall'altra metà del salone e da altri locali,l’ingresso è dalla ( scala B),( a  destra di chi entra nel fabbricato).
Dai locali dove una volta erano ubicati la cappella e la cucina, si ricavò un terzo appartamento con accesso dalla scala monumentale (A).
5 Presente sino agli anni 90,poi fu demolito,questa parte dell'appartamento storico,che era stata l'alcova del principe, fu divisa  in piccoli locali,con ingresso dalla scala (B) e trasformato in B &B.

 4 Il dipinto del Solimena rimase nel salone di ingresso dell'appartamento nobile sino alla fine dell’ottocento/inizi 900,(poi in seguito al frazionamento dell'appartamento se ne persero le tracce)  fu poi rinvenuto  nel “1981” nel salone del palazzo Parigino "De Noailles"attualmente sede del museo Baccarat ,(11 Place des Etas Unis -75116),l’opera collocata dagli studiosi tra il 1730 ed il 1731  fu attribuita al Solimena  nel 1981,da Arnauld Brejon de Lavergnèe.
 7 Carlo Knight: il periodo della reggenza (1760-1767),carteggio San Nicandro Carlo Terzo.
 8 il documento in cui si trovano gli epitaffi è il seguente: Opuscoli di Giambattista Vico nuovamente pubblicati con alcuni scritti inediti da Giuseppe Ferrari,Milano,dalla società  Tipografica dè Classici Italiani MDCCCXXXVI, vol.I,pp.341/342, Link:http://boocks.google.it/boocks google.com
9 Frà Gherardo degli Angeli di Eboli ,poeta e allievo di Giambattista Vico ,studiò nei Gesuiti, ma nel 1729 entrò nell'Ordine dei Minimi alla Stella,predicatore e oratore ufficiale per conto del Re,predicò fino al 1765 quando,malato,si chiuse nel  Monastero di S. Maria Della Stella dove morì il 2 Giugno 1783.(Dizionario biografico Treccani).
 12  Foto forniti dalla Prof.ssa Bitti Cattaneo Della Volta                                                                         13  Giovanni Balducci è sepolto nelle catacombe di S.Gaudioso.sotto la Chiesa di  S.Maria della
       Sanità. (foto e articoli sul web).
 14  Bernardo De Dominici ,pittore storico dell'arte (1683 / 1759) nel suo trattato del 1742,"Vite de'
       Pittori,Scultori ed Architetti Napoletani" descrisse le allegorie che il Solimena volle rappresentare in questa grande tela i vari modi per i quali si ascende alla Gloria e le Virtù che cercano di sottrarre dai vizi la gioventù la quale è guidata da Pallade e da Mercurio.                                          La Gloria è accompagnata da varie scienze acquistate con lungo studio,nel basso Pericle che sbrana
il leone nel mentre alcuni sacerdoti porgono incensi a un simulacro di un falso dio con altri bellissimi
accompagnamenti e figure allusive.
Questo libro è c/o la Biblioteca Nazionale Austriaca di Vienna
 15 Pozzo a pianta poligonale posto nel passaggio tra il cortile e lo spazio archivoltato
 16  Ottorino Gurgo,Lazzari una Storia Napoletana
 17   Wikipedia
 18   Rosario Villari Politica Barocca inquietudini mutamento prudenza
 19   I sicari di Masaniello furono,(17):Carlo e Salvatore Catania,Andrea Rama,Andrea Cocozza
        Michelangelo Ardizzone,ricompensati poi con incarichi e somme di denaro.
        Il corpo di Masaniello,recuperato e ricomposto da un gruppo di persone,fu sepolto,dopo
        una processione per le vie di Napoli,nella basilica del Carmine dove rimase sino al 1799,dopo fu
        tolto e se ne persero le tracce.
 20   guida_il_sole_tra_i_vicoli_2011
 21   Il Convento Carmelitano di Santa Maria della Vita è ubicato nell'area dell'ex ospedale di
        S.Camillo,attualmente ospita un centro di recupero per tossicodipendenti e di ospitalità per i
        senza fissa dimora.
 22   (Tesi di dottorato ,Dott. Mario Epifani,anno accademico 2006/2007)
 23   S. Maria Maddalena De' Pazzi, (1566/1607) nacque a Firenze il 2 Aprile,è sepolta sotto l'altare
        maggiore del monastero di S.Maria degli Angeli (S.Maria De 'Pazzi) che ha sede in Careggi (Fi)
        Gaspare Roomer ne era devotissimo e fu il promotore del culto di questa Santa a Napoli.
 24   Un Ducato equivaleva a 3,44 grammi oro 24 K,che al prezzo corrente sono circa 100 EU
         200.000 ducati potrebbero valere 20 milioni di EU.

 25    Napoli,Atlante della città storica Stella,Vergini,Sanità, di Italo Ferraro edizioni Oikos

 26    Nuovo Monitore Napoletano (l'ira di Masaniello contro Diomede Carafa)

         Altre informazioni su :wikipedia palazzo dei principi di Sannicandro

         Nicola Della Monica,Palazzi e giardini di Napoli Newton Compton editori

27     Prospetti e foto aerea fabbricato : Studio Arch.Angelo Salvatore Spadaro ; Arch. Michele
         Spirito.

28    Ludovico de La Ville - Sur Yllon


29    Foto della professoressa Bitti Cattaneo Della Volta

30    nota storica

        Quando Ferdinando di Borbone (1751 / 1823) ereditò il regno di Napoli, (1759) aveva otto
         anni e assunse il nome di Ferdinando IV,data la sua giovane età il regno fu affidato a un
         consiglio di reggenza composto da Domenico Cattaneo 3° principe di Sannicandro e dal
         ministro Bernardo Tanucci .
         Con l'invasione del regno di Napoli delle truppe Francesi, (1798) re Ferdinando si rifugiò
         a Palermo e prese il nome di Ferdinando III.
         Dopo il congresso di Vienna (1814 / 1815 ), re Ferdinando ritornò sul trono di Napoli
         prendendo il nome di Ferdinando I.
31    ladyreading.forumfree.it


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                                                     Chiesa di Santa Maria Della Stella


Dietro L'altare Maggiore è esposta una pala di Battistello Caracciolo,raffigurante L'Immacolata Concezione e i santi Domenico e Francesco (1607),unico dipinto salvatosi dall'incendio,in quanto originariamente allocato in Sacrestia,realizzata dell'architetto Luca Vecchione in stile Rococò
il quadro è posizionato al posto del dipinto originario di Giacomo Farelli .
Il 4 Agosto del 1943 un bombardamento aereo sulla città di Napoli colpì la sagrestia dissestando
l'intero edificio.



                                                                   Antisagrestia

  Degno di attenzione è il monumento funebre del Vescovo di Vico Equense Aloyous Riccius morto nel 1643,prelato della Nobile Famiglia dei Riccio (poi Rizzo),che raggiunse la massima influenza sotto le dominazioni degli Aragonesi e degli Angioini e che, tramite alleanze matrimoniali,era imparentata con le più potenti famiglie dell'epoca,tra cui i Caracciolo (nel 1500 ) e i Carafa della Stadera ( nel 1650 )                                                                           



  P. Gherardo Degli Angeli ,illustre letterato e insigne oratore dei  Minimi,(Eboli 16/12/1705,Napoli 2/6/1783)   
            
                        


Epigrafe di P. Gherardo Degli Angeli nell'antisagrestia della Chiesa di S.Maria della Stella



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Giambattista Vico



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12- Ringrazio la professoressa BITTI CATTANEO DELLA VOLTA che mi ha gentilmente  fornito le foto della grande tela dipinta del Solimena ,ora a Parigi e le foto, di alcuni dei Principi Cattaneo  che abitarono nel palazzo alla Stella e altre informazioni storiche sulla Sua "Prestigiosa" Famiglia.

Ringrazio i Padri Minimi di S.Maria della Stella per le foto che mi hanno permesso di fare all'interno del Santuario.


 Ringrazio i vari autori, che con le loro informazioni disponibili sul web, hanno contribuito alla stesura di queste note.
   
Antonio Varrica

Per informazioni : antonradio@hotmail.com

L'indirizzo di questo blog è : cennistoriciinteressanti.blogspot.com
                                                                     
Aggiornamento del  16/07/2020